Sono le una di notte passate di un venerdì (anzi, ormai sabato) di marzo.
Da quanto tempo era che non scrivevo in questo blog? L’ho riaperto oggi per caso… e ho avuto nostalgia.
Ma so perfettamente perchè non ho più scritto niente.
Perchè non riesco a descrivere a parole quello che ho dentro. E’ sempre stato così, quando riesco a scrivere qualcosa, non è mai tutto.
A Firenze non ho resistito e ho comprato un diario dalle pagine bianche e la copertina in pelle molto bella. Non so, mi piaceva. Pensavo a quante cose avrei potuto scrivere lì dentro. Poi ho cercato di trasformare in parole tutte le sensazioni del mio ultimo soggiorno a Firenze (unica città che adoro in questo paese che detesto), ma ne è uscito una specie di resoconto di viaggio con qualche punta di sentimento, ma niente di che. E poi nient’altro.
E sì che in questo periodo c’è una tormenta dentro di me, un fuoco che vuole divampare, una tempesta rinchiusa in quest’anima, che brucia di desiderio, che brama una e una sola meta. Ancora tre mesi e qualcosa e poi sarò a casa. Non ci sarà da pensare più a niente, solo a imparare una lingua che adoro e sentirmi libera. Ma sarà davvero così? Io lo spero. Helsinki aspettami, ancora pochi mesi e sarò da te. Un’estate intera nella terra di Kaleva, la mia Terra di Mezzo, il mio paradiso.
Ma il tempo non passa mai quando dovrebbe.
“There’s a storm in his heart
and a fire burns his soul
but the wanderer’s part is to ride alone.”
(Wanderer – Ensiferum)




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